AVVISO - ABBIAMO RIPRESO AD INSERIRE LE VECCHIE ADESIONI DI BLOG ALLO SCIOPERO DEL 14 LUGLIO - Ne mancano ancora un pò: abbiate pazienza e vedrete anche il vostro blog!
ELENCO DEI BLOG CHE HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO DEL 14 LUGLIO 2009
E' capitato anche a me! Un avvocato vuol mettere il bavaglio a Enzodifrennablog.it
I blog che fanno inchieste sono quelli che danno più fastidio. Dopo la pubblicazione della mia video-inchiesta su You Tube "Le verità della Rete su Juan Ruiz Naupari", mi scrive l'avvocato Angelo Averni per conto dell'Associazione Inkarri e mi chiede la rimozione dei video e post su Juan Ruiz e la sua organizzazione, e mi diffida dal pubblicare altro materiale con "qualunque mezzo d'informazione". Gli ho risposto che tutto rimane dovè. Anzi, rilancio con un piccolo scoop: la sua Università Pneuma non è registrata in Italia ai sensi di legge. Un video di risposta - quello che vedete sotto - in difesa della libertà d'informazione in Internet, per il nostro "diritto alla Rete" senza bavagli!
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REGISTRATi a Diritto alla Rete Network (in alto a destra):
FIRMA QUI E ADERISCI.
Lo scarso impegno della politica nella diffusione della banda larga sul territorio e nell’alfabetizzazione informatica della popolazione e l’inarrestabile susseguirsi di iniziative legislative volte a scoraggiare l’utilizzo della Rete come veicolo di diffusione ed accesso all’informazione costituiscono indici sintomatici della ferma volontà di non consentire che la Rete giochi il ruolo che le è proprio: primo vero mezzo di comunicazione di massa ed esercizio della libertà di manifestazione del pensiero nella storia dell’umanità.
L’emendamento D’Alia sui filtraggi governativi dei contenuti, il DDL Carlucci contro ogni forma di anonimato, il DDL Lussana finalizzato ad accorciare la memoria della Rete, il DDL Alfano attraverso il quale si vorrebbero applicare all’intera blogosfera le disposizioni in tema di obbligo di rettifica nate per la sola carta stampata e, infine, il DDL Pecorella – Costa, con il quale ci si prefigge l’obiettivo di trasformare ex lege l’intera Rete in un immenso quotidiano e trattare tutti i suoi utenti da giornalisti, direttori o editori di giornali non possono lasciare indifferenti.
Esiste il rischio, ed è elevato, che ci si risvegli un giorno non troppo lontano e ci si accorga che la Rete è spenta e che la prima e l’ultima speranza di uno spazio per l’informazione libera è naufragata.
Muovendo da tali premesse riteniamo importante che la blogosfera e la Rete italiana partecipino alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di informazione, sottolineando che esiste una “questione informazione in Rete” che non può e non deve passare inosservata perché se la libertà della stampa concerne il presente quella della blogosfera riguarda, oltre il presente, il futuro prossimo di ciascuno di noi.
L’auspicio è pertanto che quanti hanno a cuore le sorti dell’informazione in Rete, il 3 ottobre aderiscano alla manifestazione chiedendo alla politica che, in futuro, ogni iniziativa governativa o legislativa si ispiri a questi elementari principi di libertà e democrazia che costituiscono la versione moderna dell’art. 11 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino:
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi per l'uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, pubblicare in Rete liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge. Nessun sito internet può formare oggetto di sequestro o di altro provvedimento che ne limiti o impedisca l’acceso se non in forza di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un giusto processo.
L’attività di informazione on-line di tipo non professionistico e non gestita in forma imprenditoriale è libera ed il suo svolgimento non può essere soggetto ad alcun genere di registrazione o altro adempimento burocratico.
La disciplina sulla stampa e quella sull’editoria non si applicano alle attività di informazione on-line svolte in forma non professionistica ed imprenditoriale.
Nessuno deve venir molestato per le sue opinioni, fossero anche sediziose, purché la loro manifestazione non turbi l'ordine pubblico stabilito dalla legge.
PRIMI FIRMATARI Guido Scorza – Istituto per le politiche dell’innovazione (guidoscorza.it) Enzo Di Frenna - enzodifrennablog.it (giornalista) Vittorio Zambardino – Scene digitali (La Repubblica) Alessandro Gilioli – Piovono rane (L’Espresso)
Hanno inoltre aderito 20 associazioni del network di frontiere digitali:
1. Amici di Beppe Grillo di Roma
2. Artisopensource: Referente Salvatore Iaconesi
3. Associazione Liber Liber, Referente: Marco Calvo
4. Associazione Linux Club Italia, Referente: Roberto Tupone
5. Associazione Net-Left, Referente: Sergio Bellucci
6. Associazione Orchestra Panharmonikon, Referente: Giuseppe Puopolo
7. Associazione Partito Pirata, Referente: Athos Gualazzi
8. Associazione Il Secolo Della Rete, Referente: Giovanna Sissa
9. Associazione UnaRete
10.Associazione Wikimedia Italia, Referente: Frieda Brioschi
11.Flyer Communication, Referente: Gianluca Del Gobbo
12.Free Hardware Foundation, Referente: Arturo Di Corinto
13.Collettivo iQuindici, Referente: Francesco Valotto
14.ISOTYPE, network di liberi professionisti, Referente: Lorenzo De Tomasi
15.Istituto per le politiche dell'innovazione, Referente: Guido Scorza
16.Liberius, Sportello di consulenza legale, Referente: Ermanno Pandoli
17.Movimento Scambio Etico, Referente: Paolo Brini
18.REFF/RomaEuropa Fake Factory, Referente: Oriana Persico, Salvatore Iaconesi
19.The house of love and dissent, Referente: Marco Delli Santi
20.Unione degli Studenti (U.d.S.), Referente: Mauro Di Palma FIRMA QUI E ADERISCI.
............................................................................................ 425 mila firme per la libertà di stampa:l'iniziativa di Repubblòica.it
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Ci risiamo!! Un altro disegno di legge
per imbavagliare l'informazione
dei blogger in Internet
Gli onorevoli Costa e Pecorella (Pdl) hanno presentato un disegno di legge che vuole equiparare ogni sito informatico ad un organo di stampa, quindi soggetto alal Legge sulla Stampa (rettifica, diffamazione, ecc). In pratica, peggio del DDL Alfano!! L'allarme lanciato dall'avvocato Guido Scorza su Punto Informatico. Qui trovate l'articolo.
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LO SCIOPERO DEI BLOGGER CONTRO IL DDL ALFANO
Piccolo album di piazza Navona - 14 luglio 2009
L'iniziativa organizzata da Diritto alla Rete Network
Il primo sciopero dei blogger al mondo. Per la libertà in Rete!
Fantastico video realizzato da Giovanni de Paola da Bruxelles
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14 luglio 2009
sciopero dei blog contro il DDL Alfano
e per il diritto alla Rete
"Rumoroso silenzio" in Internet e sit in con bavaglio
in piazza Navona a Roma (ore 19)
comunicato stampa
Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.
L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.
Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.
Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).
Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.
Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.
Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.
ENGLISH VERSION
On July 14, 2009, Italian bloggers will muzzle themselves in the Web as well as in Piazza Navona in Rome, at 7PM where they will meet to protest against an Italian government bill (the Alfano decree) introducing a number of new rules which will limit the freedom of expression in Italian internet. The so-called "obligation to rectify" imposed to the manager of an information site (blogs, social networks such as Facebook, Twitter etc) [....] download english version.pdf
ECCO COSA FARE il 14 lugliosul tuo blog
1 - pubblica sul tuo blog il logo col megafono che vedi a lato:
4 - Segnala il link a "Diritto alla Rete" per le nuove adesioni
Scrivi ad esempio: "Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".
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Come è nata l'idea
Blogger e giornalisti-blogger, attraverso uno scambio di telefonate ed e mail, hanno deciso di agire. Per dare un segnale forte attraverso la Rete. Gli Usa hanno eletto la prima volta un presidente di colore grazie alla libera condivisione delle informazioni in Internet. Barack Obama ha creduto nella Rete e sta facendo la differenza con un messaggio forte di cambiamento. In Italia, al contrario, una politica "vecchia" vuole impedire la libertà d'informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il DDL Alfano che sono un attacco alla democrazia. Alessandro - Guido - Enzo
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L'APPELLO
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. - scarica il logo banner.jpg
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
A lanciare l'allarme non è uno qualunque. Avvocato, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, docente presso il Master di diritto delle nuove tecnologie della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna, presso il Master in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche dell'Università La Sapienza di Roma, presso la Scuola Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e presso il Corso di Laurea in tecnologie informatiche dell'Università La Sapienza. E' inoltre membro del Consiglio scientifico e del Consiglio dei docenti del Master di diritto delle nuove tecnologie dell'Università degli Studi di Bologna. Guido Scorza ha le competenze necessarie per sostenere le sue affermazioni. Gli abbiamo chiesto se il DDL Alfano mette a rischio anche i canali aperti su You Tube, utilizzati spesso dai blogger per fare informazione audiovisiva.
Chi ha un canale su You Tube deve preoccuparsi? Rischia multe e la chiusura?
«Il Decreto Alfano certamente riduce la libera espressione attraversi i siti informatici e i blog. Per quanto riguarda You Tube la questione è controversa: bisognerà chiarire se il diritto di rettifica spetta al sito di videosharing o all'utente. Per ora la palla è al centro».
Ma visto il rischio di multa un blogger potrebbe decidere l'autocensura...
«E' la logica della nuova norma»
Oppure, per non aver guai, potrebbe anche essere You Tube a bloccare il canale?
ci mancherebbe altro che parlare di argomenti non inerenti ma appunto la libertà d'espressione deve comunque avere un senso costruttivo di certo non era mia intenzione intendere per libertà d'informazione ne tantomeno inventare iniziative, avevo s...
Parliamo nuovamente di Tele2, Opitel Spa di proprietà della Vodafone.
Sede legale: Segrate Milano.
Ricevo la fattura, elaborata in Svezia, stampata in Belgio spedita a me a Napoli.
Come già detto, io ho Tele2 da circa 5 anni, adsl e telefonia fi...
Da questa mattina il sito Alzalatesta non è più visibile. L'amico Marco Ballestra il 5 novembre ci aveva informati che era in corso un procedimento contro di lui. Potete vedere lo screenshot e la notifica, clic per ingrandire.
La vicenda è gravis...