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Sono Strano? Certamente ho delle opinioni Controcorrente. Forse anche a Sinistra.
Per le dimissioni.
Credo che le dimissioni vadano rassegnate, rarissimamente chieste, come a voler dire: chapeau! Ma se ti dimettessi, cosa succederebbe ...? Infine: MAI dovrebbero essere RICHIESTE, esatte in forma di pressione, Stucchevolmente (come se l'ipotetico ma recalcitrante dimissionario dovesse / potesse rinsavire, (ri) considerare noi o "il prestigio istituzionale") o Peggio. Vedi l'esempio di Cuffaro, Salvato dal mancato doveroso immediato intervento del Governo Prodi, ma anche da un osceno se non scemo movimento di piazza che urlava dimissioni. Così invece di essere sollevato dalla carica istituzionale per legge, grazie all'opportuna tempistica ce lo ritroviamo ripulito e ripescato al Senato.
Per lo Sciopero.
Lo considero un impegno in situazione talmente importante e necessario da volerlo sacro. Da celebrare nei modi più alti. Come un sacrificio comune, che si dà una comunità. Non per ingraziarsi un Dio, ma per contrattare la propria condizione, pagando ciascuno di persona, rischiando collettivamente l'insieme.
Tutto questo per dire che non "Sciopero" da blogger e non condivido l'iniziativa che mi sembra confondere immagine e sostanza, rincorrere una commercializzazione presenzialista di un Loghetto che sfuoca l'oggetto, i suoi contenuti.
Da blogger: magari potessi scioperare ...
Starei al pc da lavoratore dipendente, più o meno retribuito ...
Consolidato da una identità e da effetti incidenti al punto tale da rendere conveniente l'emergere del messaggio sociale derivante dall'azione Sciopero, piuttosto che il collettivo Giornaliero non pagato ...
La parolina magica, volendola appropriata, mi Ricorda gli studentelli che marinano la scuola e l'uso allegro che, della mitica parola Sciopero, ne fanno.
Come se nobilitassero il loro agire infantile, raccontando di sé l'immagine vissuta di un attore conculcato, soggetto insoddisfatto ma impegnato e degno; piuttosto che godersela, la vacanza di massa inconcludentemente assenteista: finalmente dettata insieme, e insieme vissuta, riconosciuta.
Sciopero, dunque sono?
Certo che no. Non sono un alienato dipendente, almeno qui come blogger. Né vedo il mio pc come una scuola pur a volte pesante, addirittura controparte.
E allora chi sono? Perché dovrei subire una sirena pseudo-sindacale, goliardica, una sintassi fuorviante, un linguaggio inadatto?
Come blogger, sono un cittadino qualsiasi. Un cittadino che, per quanto può, e finché vive, opera e fa.
Un cittadino che legge sé come cittadino a rischio cosa fa? Organizza politicamente l'astensione/perdita collettiva della sua giornata di cittadinanza? Scende in piazza, per la foto ricordo dei romani 'de noartri? Per il video da caricare su You Tube?
Ciascuno, a suo modo, vive. Tafazzi: anche lui è una maschera che vive, anche lui è un cittadino.
E tuttavia: pur essendo anche lui un cittadino che opera fa e vive; anche se sembra godersela un sacco, Tafazzi non mi sembra un bel modello.
Anche se è indubbio il successo del modello, della maschera Tafazzi. Fa ridere. E anche lui ride. Ma della sua rottura di coglioni io personalmente rabbrividisco.
Tag: 14, 2009, boscarino, giuseppe, luglio, maninrete, tafazzi
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bello sarebbe che chi è consapevole diventi veramente cittadino consapevole nei fatti. e cominciasse a contrastare nei fatti, quotidianamente il lato oscuro del potere.
tagliare i finanziamenti alle mafie non è difficile: sta nelle scelte quotidiane.
rendersi autonomi ed autosufficienti, impatto basso, rifiuti zero non ci si arriva da un giorno all'altro, è una serie di scelte virtuose che può cominciare dal coltivarsi i fagiolini sul balcone, passare per i g.a.s. e giungere a creare occupazione.
e male che vada vi resterà la soddisfazione di averci provato, di poter mangiare qualcosa che non ha arricchito la camorra, e di aver acquisito nuove competenze. bene che vada avrete vinto la più sana guerra della storia, la rivoluzione più fruttuosa.